Cà del Baio

Lodoli - Dolcetto d'Alba DOC - Cà del Baio 2024

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Formato: 75 cl

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Informazioni tecniche
Produttore Cà del Baio
Denominazione Dolcetto d'Alba DOC
Vitigno Dolcetto
Annata 2024
Gradazione 13.5%
Formato 75 cl
Profilo aromatico Frutti rossi, mandorla, leggermente speziato
Metodo vinificazione Fermentazione in acciaio a temperatura controllata
Regione Piemonte
Zona di produzione Alba
Nazione Italia
Tipologia Vino rosso
Invecchiamento Breve, in acciaio o botti grandi
Tipo di botte Acciaio
Colore Rosso rubino
Temperatura di servizio 16-18°C
Consumo consigliato Entro 3-5 anni
Abbinamento Carni rosse, formaggi freschi, primi piatti
Il Dolcetto d'Alba DOC di Lodoli proveniente da Cà del Baio è un vino che esprime con grazia e vigore l’essenza del Piemonte, terra celebre per le sue uve pregiate e la tradizione enologica radicata. Ottenuto interamente da vitigni Dolcetto allevati nei terreni collinari di Alba, questo rosso si contraddistingue per la sua freschezza e bevibilità immediata, qualità che lo rendono compagno ideale per la convivialità quotidiana.

Al calice si presenta con un colore rubino intenso, mentre il bouquet si apre con sentori di violetta e frutti rossi maturi, come ciliegie e prugne, accompagnati da una delicata nota mandorlata che ne arricchisce la complessità olfattiva. Al palato è morbido, con tannini vellutati e un’acidità equilibrata che dona slancio e armonia, senza appesantire. L’affinamento in acciaio preserva la freschezza e la naturale espressività del vitigno.

Perfetto con antipasti piemontesi, primi piatti di pasta al sugo di carne e carni bianche alla griglia, questo Dolcetto d'Alba è una raffinata espressione territoriale capace di raccontare con semplicità un angolo di Langhe.
La cantina

Ca' del Baio – Cantina in Piemonte

Scopri la storia e i vini della cantina Ca' del Baio.

Azienda vitivinicola familiare con sede a Treiso (CN), produttrice di vini delle Langhe focalizzata sui cru di Barbaresco e su pratiche viticole sostenibili.
Regione: Piemonte
Paese: Italia
Fondazione: 1870
Vitigni: Nebbiolo, Chardonnay, Dolcetto, Barbera, Riesling, Moscato
Azienda a conduzione familiare Sede a Treiso, con vigneti nei cru di Barbaresco Aderenza ai principi del progetto Green Experience per viticoltura sostenibile Uso di lieviti indigeni e limitazione dei solfiti in cantina
Storia della cantina
La famiglia Grasso è legata a queste colline da generazioni: l'arrivo di Giuseppe Grasso a Treiso è documentato nel 1870, mentre nei decenni successivi la famiglia ha progressivamente selezionato e vinificato singole parcelle. Negli anni Ottanta e Duemila la cantina ha raffinato la separazione delle uve per cru e nel 2008 ha introdotto sperimentazioni con il Riesling. Il rilancio e la visibilità moderna dell'azienda sono legati all'attività di Giulio Grasso e oggi la gestione coinvolge anche le figlie della famiglia.
Filosofia produttiva
Predilige un approccio di viticoltura sostenibile, con eliminazione di diserbo chimico, uso di sovescio, attenzione alla biodiversità e alla tutela del suolo. In cantina si favoriscono fermentazioni con lieviti indigeni e si limita l'uso di solfiti per preservare la personalità delle annate e la capacità di invecchiamento.
Territorio e vigneti
La sede e gran parte dei vigneti si trovano a Treiso, vicino a Barbaresco e non lontano da Neive. I vigneti aziendali ricadono in crus storici come Vallegrande, Asili, Pora, Marcarini, Ferrere e Trestelle; i suoli sono tipicamente marne calcaree che caratterizzano la zona del Barbaresco.
Premi e riconoscimenti
Giulio Grasso nominato "Viticoltore dell'Anno" dalla guida Gambero Rosso.

Riconoscimenti ufficiali

Esperto Premio Descrizione Annata